Halloween come lo festeggio io. 5° Malessere della Sposa del Diavolo

E così anche quest’anno festeggerete Halloween, in onore di quel farabutto ubriacone di Jack l’irlandese che più volte si prese gioco del mio Diavolo. Quello scapestrato era in una taverna ubriaco e pronto per essere portato all’Inferno dal mio consorte, dove io già stavo preparando i tizzoni di fuoco ardente per riceverlo, quando con un inganno convinse mio marito a trasformarsi in una moneta: Jack lo afferrò e lo mise nel suo borsello accanto ad un crocifisso, cosicché – sapete quanto quaggiù temiamo i crocefissi – mio marito non fosse più capace di ritornare nelle sembianze del Diavolo; ci riuscì, certo, ma solo perché quel delinquente di Jack gli estorse la promessa che non lo avrebbe portato all’Inferno per almeno i prossimi 10 anni. Così io e mio marito ci rassegnammo ad aspettare, d’altronde nuovi arrivi qua non mancano mai, certo che Jack era conosciuto come un bravo fabbro e un buon aiutante non ci avrebbe fatto male. Alla scadenza dei 10 anni mio marito va a riprenderlo ma Jack questa volta lo esorta a salire su un melo per cogliere una mela che lui voleva come ultimo desiderio: il verme intagliò una croce sul tronco e il mio Diavolo (che, è inutile lo neghi a me stessa, a volte cade nel brutto vizio della generosità) questa volta per salvarsi gli risparmiò la dannazione eterna. Jack ne combinò di tutti i colori durante la sua vita tanto che alla sua FINE il Paradiso non lo volle: lo mandarono da noi ah, haaa vendetta! sanguinosa e perfida vendetta!
Foto www.sxc.hu
Mio marito, dentro di sé, l’avrebbe anche preso ma io, da brava sposa del Diavolo che ripete “non ti far fregare un’altra volta, coglione” riuscii a convincerlo a cacciarlo. Mio marito lo cacciò – su mia richiesta quindi, anche se la versione ufficiale della storia non mi menziona – e siccome Jack si lamentava per il freddo e il buio, il mio fin troppo generoso marito gli dette (in realtà, gli tirò) un tizzone ardente che Jack mise dentro una rapa che aveva con sé, spero che l’avesse rubata, non voglio pensare nemmeno per un istante di aver avuto a che fare con uno che aveva commesso anche una sola azione onesta. Bene se lo vedete vagare durante la notte di Halloween alla caccia di un rifugio, con la sua rapa o zucca illuminata (avrà rubato anche questa, spero) accoglietelo voi nelle vostre dimore, se amate tanto festeggiarlo.  Adesso vado a parlare un po’ con mio marito: la notte di Halloween mi piace festeggiare ricordandogli di come si è fatto fregare da quell’ubriaco di Jack, l’irlandese. Sempre a voi vicina, parola della Sposa del Diavolo.

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