Smile versione di Chaplin e di Michael Jackson


Smile (Sorridi) è la colonna sonora del film Tempi Moderni scritta da Charlie Chaplin e John Turner and Geoffrey Parsons e cantata de Chaplin. Precisamnete compare alla fine del film mentre i protagonisti sono sulla strada.
Michael Jackson ha fatto una cover nel 1995 nell'album HIStory: Past, Present and Future, Book I

Smile though your heart is aching,
Smile even though it’s breaking,
When there are clouds in the sky,
You’ll get by,
If you smile through your fear and sorrow
Smile and maybe tomorrow
You’ll find that life is still worth while
If you just,
Light up your face with gladness
Hide every trace of sadness
Although a tear may be ever so near
That’s the time you must keep on trying
Smile what the use in crying
You’ll find that life is still worth while
If you just smile
Though your heart is aching
Smile even though it’s breaking
When there are clouds in the sky
You’ll get by,
If you smile through your fear and sorrow
Smile and maybe tomorrow
You’ll find that life is still worth while
If you just smile
That’s the time you must keep
Smile what’s the use in crying
You’ll find that life is still worthwhile
If you just smile.
 


Ascolta la versione di Michael Jackson http://www.youtube.com/watch?v=2HsJ7CgmIVM









Ascolta la versione di Nat King Cole
Foto
 Nat King Cole http://www.youtube.com/watch?v=PBVj_DhgRWE


Estratto da un libro fallito

Non era la prima volta che constatavo come la libertà risiedesse in alto:
- A volte invidio i cavalli ma poi vedo i gabbiani e mi sembrano ancora più liberi, poi penso che anche il gabbiano, se la conoscesse, invidierebbe l’aquila ma tu credi che l’aquila non sappia che esiste una libertà che non potrà mai raggiungere? Ci dev’essere una libertà più completa e irraggiungibile o forse ci sono molte libertà diverse, una per ogni specie di animale, uomo compreso, mille specie di animali, mille specie di libertà, io però non lo so quale sia la libertà dell’uomo.-
Lei rispose: - la parola -
Io ipotizzai: - la creatività? -
Foto di John Edwards
da http://www.pubblicdomainpictures.net/
Dopo tre giorni le regalai questa storiella:
Il sole guardava la luna
la luna ammirava il mare
il mare anelava alla sabbia
la sabbia rideva al solletico dei granchi
i granchi scalavano gli scogli
gli scogli si inabissavano nell’acqua
l’acqua ondulava il fondale marino
che non conosceva la luna,
il sole, la riva, i granchi, gli scogli
ma viveva nella sua oscurità
contento perché l’acqua lo accarezzava.
- E’ bella, però è una libertà tranquilla.-
- Sì, in effetti quando l’ho scritta stavo bene, ero serena.-
- Potresti dire libera ?-
- Sì.- 
Andammo a vedere che cosa faceva l'Arno: stava lì, almeno per quella parte che riuscivamo a scorgere, il resto era già passato via.
Guardavamo l'Arno, lo guardavamo e pensavamo a quanto fosse più movimentato e vario di colori il mare, i nostri pensieri fatti talvolta anche di progetti, ricordavano per lo più l'alternarsi delle onde del mare ma le nostre vite erano costrette dagli argini come l'acqua di questo fiume la cui lentezza era scossa solo da alcune anatre che battibeccavano con un gabbiano che volava via portandosi ciondoloni dal becco il pesce rubato. Libero.

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Pasqua: E' nato prima l'uovo o...la colomba?

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Foto di Teodoro S Gruhl
L’uovo è perfetto, non ha spigoli è quindi armonico, ha una superficie liscia e dura che protegge ciò che si trova all’interno, un po’ come il cranio protegge e contiene il cervello o tutto il nostro scheletro contiene e protegge gli organi. In breve, siamo uova. Tutti i vertebrati sono uova.  Secondo alcune religioni pagane e mitologiche, il cielo e la Terra erano considerati i due emisferi che andavano a creare un unico uovo, e le uova costituivano la vittoria della vita. Siamo uova che vivono in un grande uovo. D’altronde le uova hanno da sempre rivestito il ruolo del simbolo della vita, della sua origine gli antichi Egizi, lo consideravano come il fulcro dei quattro elementi dell'universo (Acqua, Aria, Terra e Fuoco). La tradizione del dono di uova (doniamo noi stessi che siamo uova?) è documentata già fra gli antichi Persiani, dove era diffusa la tradizione dello scambio di uova di gallina all’arrivo della primavera. Sempre nel Medioevo  l'uovo decorato, da simbolo della rinascita primaverile della natura, andò ad intrecciarsi con il Cristianesimo, divenendo il simbolo della rinascita dell'Uomo, di Cristo. Ben presto si diffuse la tradizione della creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi come argento, platino od oro, destinata agli aristocratici e ad i nobili. Ma la ricca tradizione dell'uovo decorato è dovuta all'orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar il compito di preparare un dono per la zarina Maria; l'orafo creò un uovo di platino smaltato di bianco che racchiudeva un altro uovo, creato in oro, il quale conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d'oro. La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono interno all'uovo.

Che fine ha fatto Cappuccetto Rosso?


Sentiero nel bosco
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Intanto che si inoltrava nel bosco Cappuccetto Rosso pensava a quanto fosse snaturata sua mamma. Già, l'aveva mandata tutta sola dalla nonna pur sapendo che nel bosco avrebbe potuto incontrare il lupo, <<cattivo>>, aveva detto ma, se il lupo era cattivo, allora sua mamma com'era? Snaturata, per il momento, era l'unico aggettivo che le venisse in mente anche perché, in quello stato d'animo, aveva ben altro a cui stare attenta che non ai suoi pensierini esistenziali. Non le aveva dato nemmeno, non dico un revolver, ma almeno un coltello da macellaio, quello sì! Cappuccetto Rosso pensava che se fosse scampata a quell'incubo, per i sadici, favola, avrebbe fondato il piccolo club delle bambine armate, sì, perché, rifletteva Cappuccetto, sarebbe opportuno che una bambina ricevesse per il suo sesto compleanno il primo coltellino a scatto.
E poi questa nonna! vecchia, mezza rimbambita da non saper distinguere la voce del lupo da quella della sua unica, dico, unica nipotina si ostina a voler vivere quaggiù, fuori dal mondo, tra lupi e stradelli del cavolo. Ma via!
Cappuccetto Rosso pensò bene di tornare indietro.

Le Avventure di Pinocchio

Pinocchio, ovvero il lungo viaggio dell'Uomo
opera di Andrea Granchi
http://www.pinocchio.it/fondazionecollodi/collodi.php
C'era una volta...
…e, a questo punto, nelle Avventure di Pinocchio interviene stranamente l’autore con:
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
 No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.
L’incipit insolito, che contraddice le aspettative consone di una fiaba, ci dice che in Pinocchio vi è la certezza che quello che accadrà al burattino è esattamente il contrario di quello che pensa (come per i piccoli lettori che si aspettano un re come protagonista) vi è in questa fiaba il trionfo del dubbio e della curiosità come massime certezza della Conoscenza.
Pinocchio e il Grillo Parlante
opera di Mario Madiai
da http://www.pinocchio.it/fondazionecollodi/collodi.php
L’autore quindi ci inganna e ci porta non in una reggia di un Re ma nella casetta di Geppetto regno della povertà e di tutto e del contrario di tutto, e quindi dove tutto è possibile: il fuoco è dipinto, come la pentola, la scala è anch’essa dipinta e non conduce in nessun luogo. E’ in questa casa che Geppetto costruirà il suo finto figlio. Forse un figlio adottivo (il legno era stato rifiutato da Mastro Ciliegia e dato a Geppetto), tanto che alcuni studiosi hanno voluto vedere in Geppetto il Giuseppe padre putativo di Gesù. La vita di Geppetto al momento è una vita finta e priva di vita, esistenza e non vita.
Poi Pinocchio si butta a capofitto nella vita e ciò che lo spinge è la disubbidienza e la curiosità. Disubbidienza a quel padre che lo esorta a una vita da “bravo figliolo”; curiosità che lo catapulta in avventure sconosciute e più grandi di lui. Ma tanto c’è la fata dai capelli turchini!
Pinocchio prova di tutto, diventa asino e poi anche cane alla catena; gli bruceranno i piedi ma Geppetto glieli costruisce di nuovo (aiutando così il figlio a continuare a camminare, correre e disubbidire perfino a lui); verrà impiccato, sarà quasi morto; coltiverà zecchini d’oro che, inevitabilmente, non daranno frutti; finirà nello stomaco del pescecane ma non verrà digerito ma lì, dove il mondo esterno non arriva, nessuno li vede, padre e figlio si ritroveranno. E andranno d’accordo.