Il Giappone degli Tsunami e dei Ponti sospesi

La grande onda sulla costa di Kanagwa di Hokusai
Un’enorme onda, lo tsunami, sovrasta due imbarcazioni sopra le quali si trovano uomini, forse marinai, che rimangono calmi, o meglio, in armonia con la natura anche quando questa si ribella. Marinai dal perfetto spirito giapponese. Sullo sfondo si vede il monte Fujiyama, incorniciato dall’onda, impassibile da secoli. Il Fujiyama, simbolo del Giappone,  che i giapponesi chiamano Fujisan, il Signor Fuji, in fin dei conti è uno di loro, sa resistere.

Il ponte sospeso di Hokusai
http://www.katsushikahokusai.org/


In questo secondo quadro, forse il popolo giapponese oggi, ma in realtà, l’intera umanità. L'Uomo che cammina lungo un ponte sospeso. Equilibrista, nonostante gli tsunami che arriveranno, il vuoto sotto i piedi, la zavorra che porta sulle spalle. Nel quadro ci sono due personaggi che vanno verso la "terra ferma" ma il traguardo è minacciato dalle nuvole. Ma loro continuano consapevoli della minaccia ma anche del traguardo.


La pagina di Artsy per chi fosse interessato alle opere di Hokusai

L'orco delle fiabe? non esiste!

Siamo circondati dal male, lo respiriamo mischiato all’ossigeno sotto forma di ossido di carbonio, lo vediamo quando accendiamo la televisione e, dopo averla spenta, continuiamo a vederlo per le strade. Ci rendiamo conto che trionfa quando un uomo che uccide un bambino viene “assolto” agli arresti domiciliari. Chi trucida un essere umano ha le attenuanti della buona condotta in carcere, ma il carcere non è la società, è forse più facile comportarsi nelle regole.  Chi sa pianificare un omicidio, sa anche pianificare comportamenti adeguati per ottenere meriti per la buona condotta. Anche a voler credere nella giustizia divina non si può fare a meno di pensare che il male in quei momenti ha trionfato.
La Bocca della Verità
Un assassino che uccide ragazzine come Yara, per ricordare una delle ultime, e lo chiamano Orco. E così lo fanno vivere e lo trattano come un personaggio delle favole, personaggio negativo è vero, ma sempre personaggio, non persona assassina, delinquente, omicida o altro.
E lo chiamano Orco e così lo tengono a distanza, influenzando l’opinione pubblica che invece deve avere opinioni sull’Uomo non sugli Orchi e i Cappuccetto Rosso. Le favole hanno sempre un lieto fine, l’orco viene sconfitto perché arriva l’uomo forte, giusto che lo batte. La realtà, se non la si guarda con gli occhi della verità e del coraggio delle parole, non avrà la vittoria del giusto o della Giustizia.
Guardiamolo in faccia il male. Mettere il male nella trama di una favola significa in fondo metterlo all’esterno e prenderne le distanze.
http://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/index
http://www.fralenuvol.it/albero/bambini/favole/perrault

Carosello: piccolo spazio pubblicità

Monoscopio RAI e la sigla di Carosello
Nell' infanzia di molti di noi lo spartiacque che delimitava la tipica giornata piena di compiti e giochi e il mondo dei sogni era rappresentato dalla messa in onda di cinque comunicati pubblicitari (non esisteva ancora la parola spot) preceduti da brevissimi telefilm, disegni animati o pupazzi animati.
La RAI pensò di associare ad ogni comunicato commerciale un mini-filmato introduttivo che sintetizzasse in una manciata di minuti delle storie di senso compiuto: Carosello diventò così una palestra sulla quale si fecero le ossa tutti i maggiori registi nazionali. Il successo di pubblico fu tale che anche i più famosi attori non disdegnarono di partecipare a queste scenette. Alcuni nomi danno subito il senso dell'importanza di Carosello: fra i registi, i fratelli Taviani ed Ermanno Olmi mentre, fra gli attori, è sicuramente da ricordare la partecipazione del grande Eduardo De Filippo e del premio Nobel Dario Fo.
Dall'immenso archivio di Carosello si possono ricordare:

Lotta tra luce ed ombre. L'Eclissi nell'Uomo

Luna piena
da http://www.pdphoto.org/
“L'antico detto 'Come sopra, così sotto’ contiene una delle più fondamentali verità sul misticismo. Significa che non c'è sopra, né sotto, che l'esistenza è una.
Le divisioni sono una creazione della mente.
L'esistenza è senza divisioni.”
Osho

La continua “guerra” tra luce e oscurità è in cielo nella disputa tra sole e luna quando avviene un’eclissi. Il Sole, stella luminosa, e la Luna, satellite buio, che vive di luce riflessa. Poi un giorno, per caso, che per noi terrestri è un evento, accade l’eclissi: la luna cerca di coprire il sole, con la conseguenza della vittoria delle tenebre sulla luce; o il sole sovrasta la luna ed allora è la luce a trionfare.
Come sopra, così sotto. La Terra di per sé è come la luna, ossia è buia. L’uomo si dice che sia stato creato dal fango. Una statuetta d’argilla che ha preso vita, il soffio vitale, la luce. E’ un mix di luce e buio l’essere umano, ma non in percentuali esatte e costanti. Ognuno ha le due caratteristiche in dosi e tempi differenti. Non siamo uguali in questo. E dentro di noi accadono eclissi continuamente. A volte prevale il nostro lato più illuminato a volte quello più oscuro.
Torniamo sopra. Infinite sono le stelle e infiniti, per quanto ne sappiamo, sono i satelliti, i pianeti. Di conseguenza ci saranno continuamente delle eclissi fra stelle e pianeti. Una lotta continua. Probabilmente quotidiana. Milioni di eclissi che contemporaneamente spegneranno e illumineranno la volta celeste. Un continuo baluginare.
Come sopra, così sotto. L’uomo è il campo di battaglia dell’eterna lotta tra luce e tenebre. Non è destinato a vincere se vincere significa capire, e quindi immischiarsi in questa lotta. Non la si può capire perché forse non è una lotta: il sole e la luna non fanno una gara, non la fanno le stelle e i pianeti, è così che deve andare perché tutto continui, più che una lotta è una continua nascita un continuo affermarsi della Natura o della Vita che guarda oltre. Il qui, la vita passata, la lotta il voler capire è tipica dell’uomo. Vivi come se fossi morto, dicono i buddisti, lasciarsi andare alla corrente come in mare quando si fa il morto e si galleggia. Senza agitarsi, agitandosi si affoga.
Come l’Universo anche la vita balugina per le continue eclissi tra la nascita e la morte, in primo piano una e poi l’altra, e viceversa, e così la vita prosegue.